E IL MAGO BENDATO GUIDO SUI TORNANTI- LOTZORAI PROVA DI ABILITA' DA DONIGALA AL MARE. L'UNIONE SARDA DOMENICA 27 AGOSTO 1995.
LOTZORAI - MOSCA CIECA balza in macchina per la sua ultima impresa. Da Donigala al mare e ritorno, al volante di una Ford Fiesta, con gli occhi bendati. Due chilometri e mezzo da brivido. DAMUS, al secolo ROBERTO DEIDDA mago e sensitivo ad un tempo, vuole a bordo un cameraman (Ettore Loi) e un giornalista (Antonello Lai). Perché sappiate tutti che non ci sono trucchi. Non è un sabato qualsiasi. Carletto Serra, sindaco di Lotzorai, si è assunto la responsabilità di fare questa gara al buio. La gente che affolla la piccola frazione attende che DAMUS avvii il motore e dia gas. Il volto del sensitivo scompare sotto la maschera e le bende. Spariscono le basette appuntite che lo fanno sembrare ancora più luciferino. Salgono in auto i testimoni. Lui afferra lo sterzo. Accensione, partenza, in una serata da incorniciare. DAMUS inghiotte l'angusto percorso. ALa strada è stretta e senza barriere. Eppure l'auto scivola liscia, tocca perfino punte di ottanta chilometri orari. Arriva fino al litorale. Inversione di marcia e ritorno. Quando la Ford Fiesta di DAMUS compare a Donigala scrosciano gli applausi. E' fatta. Anche l' Ogliastra è finalmente diventata palcoscenico di uno degli esperimenti preferiti da questo giovanotto. Sei anni fa, ricorda, mi impedirono di correre al Lido di Orri:ragioni di sicurezza. MOSCA CIECA corse invece sulle strade del Trentino, a Marilleva. Sempre con una benda sul volto e sulla paura. Nell'occasione scomodò perfino il corrispondente del Corriere della Sera. E FINì IN CRONACA, SU TRRRE COLONNE DI PIOMBO. Ventinove anni, gairese d'origine ROBERTO DEIDA è già avvezzo alle luci della ribalta. Ancora sconosciuto piombò nel mondo ovattato della tv commerciale. Lo volle il panciuto Jerry Scotti a La Grande Sfida, gioco nazionalpopolare di Canale 5. E lui sfidò. Datemi il nome di un abbonato Sip qualsiasi. Indovinerò il suo numero di telefono. E così fece, meravigliando l 'Italia. Tra realtà e finzione, illusionismo e ipnosi, catalessi e mafia, ROBERTO DEIDA è sempre più personaggio. Richiestissimo nelle piazze, non ama le minestre riscaldate. Ogni spettacolo è una novità. Quest'arte mi ha affascinato fin da piccolo. Mi divertivo ad indovinare quanto spendeva mia madre per la spesa. Poi andavo a controllare lo scontrino, per vedere se ci avevo preso. Gioca DAMUS, ma fa anche sul serio. Nella sua biblioteca abbondano testi di parapsicologia. Ora ho intenzione di tenere dei corsi, anche di ipnosi. Tutti sapranno quanto questa pratica sia tenuta in considerazione a livello scientifico. E' dunque utile diffonderla. Intanto continua a calcare le piazze. Adesso ha scoperto un medium. Si chiama Max, è di Tortoli. Se ne serve in certi esperimenti da palcoscenico. Quando DAMUS va in scena deve fare i conti con la pattuglia degli increduli, foltissima e dalla lingua biforcuta. Ma i San Tommaso di turno stanno cercando di capirci qualcosa. DAMUS va dritto per la sua strada. Anche a occhi chiusi.


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